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LE SPESE EXTRA MANTENIMENTO

Paiano Davide
Pubblicato da in news · 16 Aprile 2020
 

Occorre premettere che la normativa vigente non fornisce una definizione né un elenco di quali spese debbano essere ritenute incluse nel cd. assegno di mantenimento - generalmente versato con cadenza mensile a favore dei figli - e di quali, al contrario, debbano ritenersi escluse.

Considerata la giurisprudenza sul punto, possiamo considerare ordinarie - e quindi rientranti nell’assegno di mantenimento - le spese destinate a soddisfare i bisogni e le normali esigenze di vita quotidiana della prole, mentre saranno straordinarie tutte quelle necessarie a far fronte ad eventi imprevedibili o eccezionali, non quantificabili e determinabili in anticipo o di importo considerevole rispetto alla capacità economica dei genitori.

Quanto alla ripartizione delle spese extra mantenimento, la maggior parte dei Tribunali è solita prevedere, unitamente all’importo dovuto a titolo di contributo al mantenimento, il versamento pro quota in capo ai genitori dell’ammontare delle spese straordinarie, con suddivisione che nella stragrande maggioranza dei casi avviene nella misura del 50% ciascuno ma che non è esente da eccezioni, sempre legate alla capacità economica dei genitori stessi.

Uno dei principi cardine della giurisprudenza in materia è la necessità che le spese straordinarie siano preventivamente concordate tra i genitori, al fine di evitare che nascano conflitti per la richiesta di rimborso di esborsi sostenuti sì nell’interesse dei figli, ma effettuati in modo unilaterale.
 
La mancanza di accordo - da provare nel caso in sede giudiziale - potrebbe escludere il diritto al rimborso, anche pro quota.
 
Con il tempo, però, si sono succedute numerose pronunce di legittimità e di merito secondo cui, partendo dal presupposto che non tutte le spese straordinarie attengono alle scelte di maggior interesse per i figli, non è sempre necessario l’accordo preventivo tra i genitori per originare il diritto al rimborso della quota gravante sull’altro.

Proprio al fine di armonizzare le decisioni dei Giudici, sia il Consiglio Nazionale Forense sia molti Tribunali hanno dettato delle linee guida per la regolamentazione del mantenimento dei figli e/o adottato dei Protocolli di intesa con i singoli Consigli degli Ordini degli Avvocati.

Si segnalano in questo contesto:



il protocollo tra il Tribunale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati in vigore presso il Tribunale di Pavia.

Resta inteso che le parti, in caso di accordo (ad esempio, nell’ambito di una separazione consensuale o di un divorzio congiunto), possono individuare criteri e modalità di ripartizione delle spese extra mantenimento più consoni alla propria situazione familiare, così come il Tribunale - nell’ambito invece di procedimenti contenziosi - può adottare soluzioni che, distanziandosi dalle linee guida e/o dai protocolli in essere, siano più adeguate al caso concreto.


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