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L'OBBLIGO DI MANTENIMENTO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Paiano Davide
Pubblicato da in news · 16 Maggio 2020

L’obbligo di concorso al mantenimento dei figli è finalizzato a garantire un’assistenza adeguata al soggetto più debole da un punto di vista economico, nella fase di disgregazione familiare.

Lart. 30 della Costituzione stabilisce che è un dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
Parimenti, l’art. 147 del Codice Civile, richiamando il principio costituzionale di cui sopra, prevede che il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.
L’art. 315bis del Codice Civile estende tali obblighi a tutela di tutti i figli, anche nati fuori dal matrimonio.

Il genitore obbligato che non adempie al pagamento dell’assegno di mantenimento della prole e del coniuge incorre in reato, oltre che in conseguenze di natura civilistica.
Infatti, gli artt. 570 e 570bis del Codice Penale sanzionano le violazioni degli obblighi di assistenza familiare punendo colui che, abbandonando il domicilio domestico o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge; chi malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge; chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge che non sia legalmente separato per sua colpa, nonché il coniuge che si sottrae all'obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.
Il mancato pagamento rileva anche dal punto di vista civilistico, dando facoltà di agire nei confronti del genitore obbligato inadempiente azionando il provvedimento che ha stabilito tale onere o, anche, chiedendo al giudice che disponga il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordini ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto.

Come si concilia l’obbligo di mantenimento con l’attuale situazione di emergenza determinata dal Coronavirus?

L’attuale emergenza sanitaria ha certamente generato una forte limitazione dell’attività lavorativa, con susseguente contrazione delle entrate economiche per molte persone.
Potrebbe quindi accadere che il genitore non collocatario - obbligato al mantenimento dei figli e/o dell’ex coniuge - abbia reali e comprovate difficoltà a corrispondere con puntualità il mantenimento ordinario e straordinario.
La situazione emergenziale non deve però dare origine a atteggiamenti di comodo da parte dei genitori obbligati al mantenimento.
Deve quindi ritenersi che il genitore obbligato non possa autonomamente sospendere o ridurre l’ammontare del mantenimento dovuto, dovendo invece ricorrere al Giudice affinché, in applicazione di quanto previsto dall’art. 156 del Codice Civile, disponga la revoca o modifica dei provvedimenti relativi al mantenimento per sopraggiunti giustificati motivi.
La rideterminazione del quantum dovuto a titolo di mantenimento potrà essere accolta dall’Autorità Giudiziaria solo qualora vi sia una comprovata e incolpevole impossibilità dell’obbligato ad adempiere in tutto o in parte all’onere a suo carico.
La stessa prova rigorosa dell’impossibilità incolpevole a soddisfare le esigenze minime di vita dei figli è necessaria anche per escludere la responsabilità penale.
Non si trascuri, peraltro, che l’Autorità Giudiziaria, dovendo valutare la complessiva capacità patrimoniale di entrambi i genitori, dovrà ben ponderare anche la situazione del genitore affidatario o collocatario, dal momento che le misure anti-contagio potrebbero avere colpito anche i beneficiari dell’assegno di mantenimento.


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